Appello per la Salvaguardia degli Ulivi della Puglia

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SALVIAMO GLI ULIVI DELLA PUGLIA!!!

Chiediamo l'approvazione della legge a favore degli Ulivi ferma in Consiglio Regionale

 

“Se qualcuno avrà sradicato o avrà abbattuto un olivo,
sia di proprietà dello stato sia di proprietà privata,
sarà giudicato dal tribunale
e se sarà riconosciuto colpevole
verrà punito con la pena della morte”

(ARISTOTELE, Costituzione degli Ateniesi)

A seguito dei crescenti traffici che prevedono gli espianti degli ulivi secolari per la rivendita in altre regioni d'Italia diffondiamo il seguente appello che prevede l'invio di una email al Presidente Vendola ed al Consiglio Regionale della Puglia per l'approvazione immediata della legge a tutela degli ulivi stessi.

 

 L’E-MAIL DI PROTESTA

Chiediamo l'immediata approvazione della legge di tutela degli Ulivi della Puglia

Per fermare il traffico di ulivi secolari del Salento, PugliaMia e QuiSalento invitano i propri lettori a inviare alle autorità regionali e provinciali una e-mail.

In questo modo potremmo riuscire a sbloccare l’iter della nuova legge regionale.

Per inviare l'email CLICCATE QUI (email precompilata con l'appello)

Ecco il testo della email da spedire:

Al presidente della Regione Puglia
Nichi Vendola

segreteria.presidente@regione.puglia.it

e, per conoscenza,
al presidente del Consiglio regionale
Pietro Pepe

presidente@consiglio.puglia.it

al presidente della Provincia di Lecce Giovanni Pellegrino

presidenza@provincia.le.it

Egregio presidente,

come lei ben sa, gli ulivi secolari del Salento e della Puglia sono oggetto di una speculazione senza precedenti e sono diventati merce da vendere al migliore offerente. Purtroppo, nonostante le pubbliche denunce, il fenomeno non accenna a ridimensionarsi, tanto che nel Salento è appena nato un sito specializzato nella vendita di ulivi plurisecolari.

Conosciamo la sua personale sensibilità al problema che l'ha portata a dare impulso al disegno di legge regionale "Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia" (n. 39 del 03/10/2006), che reca la firma di ben quattro suoi assessori (l'assessore all'Ecologia Michele Losappio, l'assessore all'Assetto del Territorio Angela Barbanente, l'assessore alle Risorse Agroalimentari Enzo Russo, l'assessore al Turismo Massimo Ostillio).

Riteniamo urgente l'approvazione di questa legge per impedire che lo scempio in corso conduca a ulteriori danni per il territorio e per l'ambiente, mortificando questi maestosi patriarchi verdi che rappresentano le radici forti e l'anima dei salentini e dei pugliesi al centro del Mediterraneo. Per questo la invitiamo ad accelerare l'iter per il varo della legge.


 LA PROVA DEI TRAFFICI

 

NATURA & AFFARI

AAA monumenti verdi vendonsi
Così il Salento perde pezzi

di ROBERTO GUIDO

Ogni ulivo ha la sua faccia. E la sua storia. C'è quello che sorride. E più in là ce n'è un altro accigliato e ombroso. Quell'altro piegato dal vento. E quell'altro ancora sorretto, chissà come, da una pila incerta di massi squadrati di pietra leccese... E quei due cresciuti insieme? Sembra si stiano abbracciando, e invece si reggono l'un con l'altro. E quegli altri così contorti e nodosi? Danzano, senz'altro danzano, pur nella loro immobilità... E quando il sole bacia gli ulivi, le loro foglie brillano tra il rosso della terra, l'azzurro del cielo e il blu del mare. Sculture naturali. Monumenti verdi. Unici. Preziosi. Impagabili.
Ma gli affari sono affari. E se il "prodotto Salento" vende, perché non vendere on line anche gli ulivi secolari? In barba al disegno di legge regionale (attualmente all'esame della commissione consiliare) e assicurando che gli alberi "sono provvisti di tutte le necessarie autorizzazioni", è da poche settimane in rete il sito www.ulividelsalento.it che del commercio degli ulivi vuole dichiaratamente fare un business. E non di soli ulivi "giovani" si tratta, come esplicitamente chiariscono i promotori del sito: "Ci teniamo a precisare che alcuni di questi esemplari sono molto vecchi e possono superare i 250 anni di età".
Vendere gli splendidi ulivi pugliesi non è una novità. Sono alberi che vanno molto di moda come ornamenti esclusivi nei parchi o ai bordi delle piscine di residenze dorate e pretenziose di tutta Italia. Altrettanto spesso gli ulivi finiscono a fare da spartitraffico in aiuole posizionate nei punti nevralgici del traffico cittadino. Periodicamente vengono a galla casi attorno ai quali si registra clamore e indignazione perché lentamente ma inesorabilmente si svilisce lo straordinario patrimonio verde della Puglia che annovera ben il 25 per cento della superficie coltivata proprio alla coltura dell'ulivo. Si calcola che siano circa 50-60 milioni gli alberi di ulivo su tutto il territorio regionale e di questi non meno di 5 milioni sono gli ulivi secolari. Insomma, è indubbio che l'ulivo possa essere considerato a pieno titolo l'albero-simbolo della regione che offre straordinari paesaggi caratterizzati proprio da questa essenza e che dà luogo ad una straordinaria produzione di ottimo olio con una considerevole economia.
Per evitare che il territorio pugliese continui ad essere depredato, la giunta regionale di Nichi Vendola è corsa ai ripari presentando nel luglio 2006 un disegno di legge che esclude ogni possibilità di commercio degli ulivi secolari e ne valorizza la presenza.
Perfino gli ulivi secolari espiantati per motivi di pubblica utilità, prevede il disegno di legge, dovranno essere reimpiantati, entro 30 giorni e a spese del realizzatore dell'opera, in aree libere degli stessi lotti di intervento o in altre aree di proprietà comunale o limitrofe o in aree pubbliche destinate al reimpianto di ulivi secolari, sempre in Puglia. La legge, concordata con le stesse associazioni di categoria, è molto innovativa perché va ben al di là dei meri divieti, puntando alla promozione degli stessi ulivi. Si prevede, fra l'altro, di istituire una Commissione tecnica per schedare e rilevare gli ulivi secolari presenti sull'intero territorio regionale. Importante è anche il nuovo sbocco produttivo che si offre a chi punta a produrre olio da questi alberi, giudicati scarsamente produttivi: si istituisce la dicitura "olio extravergine degli Ulivi Secolari di Puglia" che potrà essere utilizzata da tutti i produttori di olio extravergine ottenuto da drupe provenienti da ulivi e oliveti monumentali, assicurando così nuove opportunità di reddito per gli agricoltori. Ma questa proposta, definita dagli stessi amministratori regionali come "la prima legge in Europa finalizzata alla tutela degli ulivi secolari", è ancora ferma in commissione.
Fin quando la legge non sarà approvata, dunque, il commercio degli ulivi secolari può essere considerato pienamente legittimo. Un traffico spiacevole e sconveniente per molti pugliesi. Un oltraggio al paesaggio e all'ambiente per chi crede nel Salento d'amare. Un vero affare per alcuni. Uno sfizio da ricchi per pochi.
Certo non si potrà invocare il rigore di Aristotele che nella sua "Costituzione degli Ateniesi" puniva con la morte chi sradicava o abbatteva un ulivo, pianta venerata dai greci. Eppure la legge regionale avrebbe dovuto impedire il commercio degli ulivi secolari, prevedendo peraltro sanzioni amministrative da tremila a trentamila euro per ogni pianta interessata. Ma questa sanzione, affidata al futuro e rimasta nel novero delle buone intenzioni, non basta certo a fermare il traffico di ulivi. Non solo on line.

Articolo tratto da: http://www.quisalento.it/pagine/bocciare.html

 

 

Vuoi un ulivo secolare? Con 11mila euro è tuo

di GIANCARLO GRECO

Ho appena finito di costruirmi una casetta in campagna, oppure ne ho restaurata una, anche in periferia della città o del paese (uno qualunque in Italia). C'è un bel giardino, prato inglese, ciottoli, basolato, siepi... Certo che un bell'ulivo secolare ci starebbe bene. Uno di quegli esemplari bellissimi che ho visto l'estate scorsa nel Salento.
Allora che faccio? www.google.it, cerco "ulivi secolari del Salento". Giro un po' tra siti di turismo, di arte e pittura, di agronomia e botanica. Trovo anche qualche annuncio di privati anonimi che vendono un ulivo di tot dimensioni, tot diametro, tot età. Ma sono inserzioni confuse, poco affidabili, per nulla professionali.

Eccolo finalmente, il più banale: www.ulividelsalento.it.
Una home page semplice con tante foto di splendidi ulivi e un messaggio di benvenuto che non dà adito a fraintendimenti: “Benvenuti sul nostro sito. In questo spazio web troverete alcuni esemplari di ulivi pluricentenari. Ci teniamo a precisare che alcuni di questi esemplari sono molto vecchi e possono superare i 250 anni di età. L'unica ragione che ci spinge a separarcene è legata a motivi di natura edilistica (!?!, ndr), nello specifico precisiamo che questi ulivi verranno spostati per fare posto ad un fabbricato e che quindi sono provvisti di tutte le necessarie autorizzazioni”. Seguono numero di telefono cellulare e indirizzo di posta elettronica.

Insomma, stando a quanto dicono, smantellano delle piante che stavano su quella terra fin da prima dei bisnonni dei loro bisnonni, quando il Salento era ancora dominato dagli spagnoli, per far posto ad un fabbricato che, a vedere le foto dello stesso sito, dovrebbe nascere in aperta campagna...
Tuttavia, tengo per me queste perplessità circa lo sviluppo edilizio di quel Comune e vado avanti curioso e ansioso di comprare un bell'albero plurisecolare. Sul sito c'è un catalogo fotografico dei 12 esemplari di ulivo in vendita. Rimango colpito soprattutto dal n. 10 e dal n. 12, evidentemente i più antichi.
Così scrivo una mail in cui chiedo maggiori informazioni: costi, modalità di espianto, trasporto e trapianto.

La mattina dopo, apro la posta elettronica e trovo la risposta del gestore del sito. Ecco"Salve, allora il prezzo di questi esemplari varia in base al diametro degli stessi. Per gli esemplari il cui diametro supera i 2,30 metri il prezzo è di 11.000 euro. Per quelli inferiori a 2,30 metri invece il prezzo è di 10.000 euro. Vorrei evidenziare che la cifra è proporzionale all'età di questi esemplari molto belli e nel contempo molto antichi (come avrà già avuto modo di leggere nel sito). Comunque noi ci occupiamo del trasporto, per il trapianto deve organizzarsi lei. SalutandoVI cordialmente VI invito a contattarci per qualsiasi altro dubbio o chiarimento." Firmato con nome e cognome.
A questo punto, sarebbe bastato un bonifico in banca, l'accordo su giorno, luogo e ora della consegna e oggi mi sarei potuto godere l'ombra del "mio" ulivo plurisecolare e ripararmi dal sole primaverile.

Articolo tratto da: http://www.quisalento.it/pagine/bocciare.html

 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
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